Berlino: una città che vuole dimenticare

Berlino: una città che vuole dimenticare

ottobre 16, 2018 0 Di giozen87

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Se ci pensate bene, tutto quello che facciamo quando visitiamo una città è andare alla ricerca dei segni lasciati dalla storia. Tutti i monumenti e luoghi d’interesse sono lasciti più o meno antichi di generazioni che ci hanno preceduto e nella maggior parte dei casi c’è davvero di che esserne orgogliosi. Ma per alcuni popoli (pochi, per la verità) non c’è orgoglio in quello che il passato lascia e tra questi vi è certamente il popolo tedesco. A Berlino si respira un’aria di perenne rinnovo. La gente può e vuole dimenticare, in ogni modo, quello che il nazismo ha fatto alla Germania e all’Europa. Le tracce si trovano, qui e là, nella capitale tedesca, ma si tratta più che altro di luoghi e monumenti che consentono al visitatore di ricordare gli errori commessi e che mai più andranno ripetuti.

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Berlino è, di fatto, un grande cantiere a cielo aperto. In ogni angolo della città si trovano gru e lavori in corso, ma il grosso del lavoro per rimettere in sesto la città dopo la Seconda Guerra Mondiale, ovviamente, è stato fatto. Non c’è dunque da aspettarsi una città ricca di monumenti secolari, ma questo non toglie a Berlino il suo fascino di città cosmopolita e nella quale i punti di interesse per il turista sono di molte diverse nature.

ISOLA DEI MUSEI

Non è un modo di dire, è letteralmente un’isola. Delimitata dalle acque del fiume Sprea, l’Isola dei Musei porta al pubblico una gran varietà di opere d’arte che coprono 5000 anni di storia, dall’Antico Egitto ai giorni nostri. Gli edifici sono imponenti e alcuni di essi meritano un poco di attenzione:

  • ALTES MUSEUM (Museo Vecchio): ideato nel 1823 per ospitare la collezione d’arte della famiglia reale prussiana, oggi è un imponente costruzione neoclassica (imponente nel vero senso del termine… per farlo stare in una fotografia dovete essere molto lontani!). Oggi ospita la collezione antica dei Musei Statali di Berlino;
  • NEUES MUSEUM (Museo Nuovo): dopo i danneggiamenti della Seconda Guerra Mondiale il Neues Museum è stato oggetto di un’incredibile opera di ristrutturazione. Riaperto solo nel 2009, ad oggi ospita la collezione egizia;
  • ALTE NATIONAL GALERIE (Vecchia Galleria Nazionale): la costruzione è chiaramente ispirata ai grandi templi greci e, ad oggi, ospita una collezione di opere del XIX secolo;
  • BODE MUSEUM: qui è esposta la collezione di arte bizantina con opere e reperti che arrivano fino al VII secolo d.c.;
  • PERGAMONMUSEUM: senz’altro il più particolare tra tutti gli edifici ospitati dall’isola dei musei. Più che ospitare opere d’arte, il Pergamonmusuem ospita veri e propri pezzi di città, come ad esempio la Porta di Ishtar, uno degli accessi all’antica Babilonia (575 a.C.) e sotto la quale scorreva la Via Processionale (anch’essa, per un tratto, esposta all’interno del Pergamonmuseum). Ma la principale attrazione è l’altare di Pergamo (che dà il nome del museo), mastodontico omaggio a Zeus e Atena che i greci costruirono per celebrare la vittoria contro i Galati.

Nel mezzo dell’isola spicca il colonnato che circonda l’Alte Nationalgalerie, il Kolonnadehof, al centro del quale è possibile ammirare alcune statue di bronzo proveniente dal patrimonio dei musei stessi.

Bellissima anche la Lustgarten, la piazza antistante l’accesso meridionale all’isola e sulla quale si affacciano l’Altes Museum e, soprattutto, il Berliner Dom. Al centro della piazza, dove ora sorge una splendida fontana, vi era un tempo la statua equestre di Federico Guglielmo III, quinto re di Prussia.

Non basta certo un giorno per visitarli, ma qualsiasi sia la vostra decisione, probabilmente avrete scelto bene!

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BERLINER DOM

Il duomo di Berlino è una costruzione che lascia a bocca aperta chiunque abbia almeno la fortuna di passarci davanti. Considerata la principale chiesa di Germania, la sua storia è piena di disastri e successivi restauri. Sebbene il progetto originale risalga al XVIII secolo, la chiesa che vediamo oggi è frutto della ricostruzione post bellica, conclusa solo nel 1993.

Berlino - Berliner Dom

Berlino – Berliner Dom

MEMORIALE DELLA SHOAH

Il memoriale della Shoah (o memoriale dell’olocausto) è un monumento molto particolare situato nel quartiere Mitte. A una prima occhiata sembra una semplice distesa di blocchi di pietra dalle dimensioni leggermente differenti uno dall’altro. In realtà, addentrandosi nel dedalo progettato da Eisenman, si ha una sensazione di disorientamento dovuto alle differenti inclinazioni che il terreno subisce e alla conseguente variazione delle altezze dei blocchi di calcestruzzo. L’altezza dei blocchi, che da fuori sembra variare di pochi centimetri, va in realtà da 0,2 a 4,0 metri.

L’intenzione dell’artista è proprio quella di spiazzare il visitatore, facendolo sentire immerso in una condizione di non-sense e di assurdità, proprio come fu la Shoah.

Berlino - Memoriale della Shoah

Berlino – Memoriale della Shoah

MURO DI BERLINO

Il muro di Berlino venne eretto nel 1961 dal governo della Germania Est per impedire che il popolo di Berlino ovest potesse spostarsi liberamente nella parte orientale della Nazione. Il muro era il simbolo di quello che, durante la Guerra Fredda, veniva considerato il confine tra l’area di influenza americana e quella di influenza sovietica, ovvero la Cortina di Ferro.

Si dovette aspettare il 1989 perché questo limite concettuale e fisico, venisse abbattuto, lasciando finalmente spazio alla libera circolazione dei popoli tra le Nazioni d’Europa. Ci sono ad oggi due modi per vedere le tracce del Muro: in alcuni punti della città sono visibili alcune porzioni del muro rimaste in piedi, mentre in altri punti si possono trovare alcune placche installate nel terreno che segnano l’antico percorso seguito dalla fortificazione.

Muro di Berlino

A sinistra, la targa che segna il percorso. A destra, un tratta di muro ancora in piedi.

MONUMENTO A GEORG ELSER

Non è sempre il monumento più grande quello che affascina di più un turista. C’è un profilo metallico di un viso umano, che campeggia nel quartiere Mitte di Berlino: si tratta di Georg Elser, il falegname di Monaco che nel 1939 tentò di uccidere Adolf Hitler.

Elser aveva avuto la lungimiranza di capire che la figura del Fuhrer sarebbe stata a dir poco scomoda per il futuro della Germania e, a dimostrazione di questo, la Seconda Guerra Mondiale scoppiò proprio mentre il suo attentato era in fase di pianificazione. Una bomba ad orologeria avrebbe dovuto esplodere mentre Hitler teneva l’annuale discorso alle sue prime linee nella birreria Bürgerbräukeller di Monaco. Fu però il maltempo a mandare tutto all’aria: vista l’impossibilità di tornare in aereo a Berlino, Hitler lasciò  la birreria con 7 minuti di anticipo per prendere il treno: 7 minuti fatali per lui e per l’attentatore, che trascorse gli anni che gli rimanevano da vivere come recluso speciale in due diversi campi di concentramento.

Sotto il profilo di acciaio alto 17 metri, una targa riporta una sua frase, semplice e allo stesso tempo devastate: “Volevo solo evitare una guerra”.

Provate a pensarci… una vita per salvarne milioni…

Berlino - Georg Elser

In alto il profilo metallico di Georg Elser In basso la targa commemorativa

BEBELPLATZ E IL ROGO DEI LIBRI

Ci sono eventi che segnano la storia in maniera silenziosa e poco plateale, ma pur sempre lasciando segni molto profondi. Uno di questi avvenne il 10 maggio del 1933 dell’allora Opernplatz (l’attuale Bebelplatz): 25.000 libri che, per diverse ragioni, i nazisti ritenevano pericolosi vennero dati alle fiamme.

L’opera installata in memoria di questo evento è una teca di vetro attraverso la quale è possibile vedere degli scaffali vuoti accompagnati da una frase a dir poco profetica di Heinrich Heine, poeta tedesco vissuto tra il XVIII e il XIX secolo: “Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani”.

Berlino - Bebelplatz

In alto gli scaffali vuoti. In basso la targa con la frase di Heinrich Heine

NEUE WACHE

La Nuova Guardia (o Neue Wache) è un monumento neoclassico situato nel centro di Berlino. Dal punto di vista architettonico l’edificio è molto semplice, seppur d’impatto visivo, con un grande colonnato a proteggere l’ingresso principale e una coppia di “torri” quadrate a definirne i lati. Ma è all’interno che si trova il senso di questo costruzione. Negli anni la Nuova Guardia è sempre stata utilizzata come monumento alla memoria dei caduti e, nell’ultimo periodo, in particolare, è diventato una sorta di memoriale al milite ignoto. All’interno della costruzione si trova, infatti, la statua della Pietà di Kathe Kollwitz, raffigurante una madre che piange la morte del figlio, pentita per non avergli impedito di partire per la guerra quando ne aveva avuto l’opportunità.

Berlino - Neue Wache

In alto il Neue Wache. In basso la pietà di Kathe Kollwitz.

PORTA DI BRANDEBURGO

Costruita nel 1788 e aperta al passaggio del popolo nel 1791, la porta di Brandeburgo è da secoli il simbolo di Berlino nel mondo. La costruzione centrale è sorretta da 12 colonne in pietra (disposte in due file parallele) dal diametro di 1,75 metri che creano 5 passaggi intermedi. Alla suo sommità è posta una quadriga che nel 1807 fu oggetto di conquista da parte di Napoleone, prima che 7 anni più tardi i prussiani la rimettessero a posto.

Il suo significato politico mutò anche negli anni della Guerra Fredda: fu proprio qui, infatti, che Ronald Reagan, nel 1987, chiese apertamente a Gorbacev l’abbattimento del muro del Berlino, avvenuto solo due anni più tardi.

Berlino - Porta di Brandeburgo

Porta di Brandeburgo

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Certo Berlino non è tutta qui, ma se siete fortunati con il meteo, avrete modo di vedere tutte queste cose in un giorno solo!

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